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Racconti di corsa: La CorriAragona in metafora

DSCN8937È vero, inutile negarlo, ognuno di noi vive la corsa e l’intera giornata della gara in maniera differente, nonostante ci siano degli elementi che possiamo considerare “comuni denominatori”.
Chissà poi quanti e quali pensieri affollano le nostre menti prima, durante e dopo la gara. Ma, motivazioni e pensieri, almeno che non si dichiarino apertamente e pubblicamente, resteranno sempre e solo motivazioni e pensieri che ognuno di noi terrà solo per sé.
CorriAragona ha regalato a tutti noi podisti una nuova occasione per vivere la corsa secondo i propri desideri, intenzioni, filosofia di corsa.
Ancora una volta un viaggio, ancora una volta quella sveglia che suona troppo presto e che forse ha interrotto un sogno, ancora una volta chiudi la porta di casa alle tue spalle mentre fuori è ancora buio, sali in auto e dal finestrino ti godi il sorgere del sole mentre imbocchi l’autostrada. L’arrivo, dopo ore di viaggio e tanti chilometri percorsi, al luogo indicato sul regolamento della gara. Inizia quel rituale sociale di saluti, abbracci e baci in un mix di emozioni ed è già tempo di disporci dietro quell’arco: si parte!
Cinque giri che, sommati, producono quei 10 km che contraddistinguono tutte le corse del nostro GP Regionale e che, come le righe su uno spartito musicale, raccoglieranno le note, gli abbellimenti e tutte le figure che comporranno la “melodia per orchestra”, a tempo “Vivace e Gioioso” della CorriAragona ad opera di “Atleti riuniti”: “composizione” di salite, discese e curve, ma anche e soprattutto di note ed abbellimenti personificati da atleti e pubblico. Con l’arrivo dell’ultimo atleta si chiude l’esecuzione dell’opera, è tempo di applausi e di riconoscimenti: la premiazione e sul podio vanno gli interpreti “della prima fila”. Le “luci” del palco si spengono, gli interpreti e spettatori lasciano la sede dello spettacolo ancora inebriati dalle emozioni della giornata mentre si parla già del prossimo appuntamento in calendario della “stagione GP Regionale 2014 di corsa su strada”.

Articolo: Giovanna Barone

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