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Il memorial Cannella nel diario della corsa di Remigio Di Benedetto

Ore 5e30 La sveglia suona. Il sole ancora deve sorgere. Inizia la prima corsa della mia giornata: colazione, vestizione, ecc.

IMG_8208 (Copia)Ore 6e00 Inizia la seconda corsa della mia giornata di podista; mi aspettano 200km autostradali e non che percorro con andatura costante, prudente e senza interruzioni.

Ore 8e30 Superato ogni ostacolo stradale, cantieri, deviazioni, buche, code, segnaletica carente e quant’altro, finalmente arrivo a Casteltermini. L’organizzazione non mi sembra ottimale. Non vedo nessun segnale che indichi il luogo del ritrovo della gara, né quello di un parcheggio. In qualche modo mi arrangio.

Ore 9e30 Terza corsa della giornata (10km) (quella che attendevo)

Siamo schierati sulla linea di partenza. Gli oltre 30° di temperatura  che abbiamo percepito durante la fase del riscaldamento hanno fatto si che potremmo già farci la doccia, ma non è il momento giusto. Giudici e organizzatori che pullulano abbondanti nella zona partenza ci invitano a “stringere tutto a destra” per garantirci la registrazione della partenza tramite il microchip. Mi chiedo se è il “tappetino” troppo stretto o il gonfiabile troppo largo, non lo saprò mai, magari un tappetino nuovo… Terminati questi aggiustamenti altamente tecnologici, con il benestare delle forze dell’ordine e un colpo di pistola si parte.

La discesa iniziale è invitante, ma il forte caldo umido e il continuo saliscendi con ripide pendenze che affronteremo lungo il percorso (già visionato durante il riscaldamento), suggeriscono un atteggiamento prudente. C’è una prima svolta a sinistra, poi sempre in discesa il percorso forma una esse un po’ allungata che ci porta negli unici 50 metri in piano del percorso. In questo tratto c’è il rifornimento (H2O), ma siamo appena partiti, ne riparliamo al successivo passaggio. Terminata l’illusoria pianura, a destra noto una statua di San Pio, non c’è tempo per pregare, la strada gira a sinistra con un tornante in salita con pendenza proibitiva (Penso cosa sarà al 5° giro).  Alcune decine di metri di ascesa impressionante e siamo nuovamente in piazza Duomo. Grida, incitamenti, foto e finalmente si respira con un lungo tratto in discesa. Vilmo Luciani è già in testa tra noi M60. Più indietro io “viaggio” in compagnia “dell’amico avversario” Angelo Ponzio, siamo spalla a spalla.  Ma quando al giro di boa inizia la salita “perdo l’amico e stacco l’avversario”. Mi ritrovo sulla scia di tre podisti “locali” che lungo il percorso ricevono l’incitamento di tutti i paesani. La salita appare infinita, invidio gli avventori di alcuni bar che tranquillamente seduti sorseggiano bibite, ma penso che in fondo noi podisti siamo tutti volontari e masochisti. Termina la salita, inizia il secondo giro e il terzo chilometro. Questa volta non rinuncio al rifornimento, non c’è poro della mia pelle dal quale non traspiri sudore, bisogno compensare e reidratare. Sono nuovamente all’imbocco della micidiale salita, sulla destra San Pio osserva ma non ci sono miracoli, la salita è sempre salita e alle gambe sembra sempre più ripida. Il caldo e l’umido sono opprimenti. Io procedo ancora in compagnia dei tre “locali” divenuti i miei “angeli custodi”. Al terzo giro vengo doppiato da Lucio Cimò, Abdelkrim Boumalik e Vito Massimo Catania che guidano la corsa; sembra che viaggino con l’aria condizionata incorporata, l’ascensore in salita e la bicicletta in discesa. Sono al quarto giro: Vilmo è molto avanti. L’amico Angelo ha perso ancora qualcosa. La mia dolce metà, a bordo strada per sostenermi, mi avverte che Raffaele Santoddì, mi insegue non lontano. Sono all’ultimo giro: i miei Angeli Custodi non mi custodiscono più e si involano verso il traguardo. Siamo all’ultimo chilometro. Osservo Raffaele al giro di boa, temo un suo finale rovente e in forte recupero. L’ultimo tratto di salita per me diventa un calvario, ci vorrebbe un miracolo di quelli dove moltiplicano pane e pesci, a me servirebbe la moltiplicazione del fiato e delle forze, mi arrangio con quelle che ho. La visione del gonfiabile è liberatoria, sono al limite delle energie e forse delle mie capacità. Con gli occhi socchiusi (mi mancano le forze per tenerli aperti) supero il gonfiabile, è finita.

Da oltre 11 minuti Lucio Cimò ha tagliato il traguardo da vincitore, bissando il successo di 7 giorni fa a Napola. Laura Speziale è la vincitrice al femminile.

Senza miracolo alcuno, un’ora più tardi mi ritrovo sul podio con Vilmo Luciani, oggi incontrastato leader della nostra categoria e Raffaele Santoddì terzo arrivato.

Ore 12e00. Passeggiata rilassante per Casteltermini con panino e bibita, per oggi le corse sono terminate, ma per chi ha ancora forze e volontà il Grand Prix Regionale da appuntamento il 20 Settembre a Palermo

 

Remigio Di Benedetto

r.dibenedetto@aliceposta.it

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1 thought on “Il memorial Cannella nel diario della corsa di Remigio Di Benedetto”

  1. Non avrebbe guastato un cenno all’intenso minuto di raccoglimento osservato, prima della partenza, dagli atleti sotto il gonfiabile e dal pubblico nella piazza.

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